Per anni le proteine sono state considerate quasi un rischio metabolico.
Oggi, al contrario, sembrano essere diventate la soluzione universale.
La realtà scientifica è decisamente più complessa.
È la quota minima raccomandata per evitare carenze nella popolazione generale, non necessariamente quella ideale per preservare massa muscolare, performance o salute metabolica.
Il metabolismo proteico non si riduce alla sola sintesi muscolare. Gli aminoacidi partecipano a immunità, turnover cellulare, enzimi e molte altre funzioni biologiche.
Nei soggetti sani, le evidenze attuali non mostrano danni renali clinicamente significativi da intake proteici più elevati. Ma servono studi di lunghissima durata.
In nutrizione, il contesto clinico conta più degli slogan.
Età, attività fisica, composizione corporea, stato metabolico e obiettivi clinici modificano profondamente il fabbisogno proteico.
Docente specializzato in Cucina Dietetica
Docente in educazione alimentare
Consulente nutrizionale per lo Sport
Professionista Specializzato in Integrazione Nutrizionale
