L’interazione tra attività fisica e diversi tipi di digiuno è oggi oggetto di grande interesse in medicina dello sport, nutrizione e fisiologia metabolica. Le evidenze suggeriscono che allenarsi a stomaco vuoto può essere utile in alcuni contesti, ma non è la scelta ideale per tutti.
I protocolli più diffusi sono:
16/8 → 16 ore di digiuno + 8 ore di alimentazione
14/10
5:2 → 5 giorni normocalorici + 2 giorni a restrizione controllata
Time Restricted Eating (TRE) → alimentazione limitata a una finestra temporale
Digiuno oltre 24 ore o protocolli supervisionati (es. 48–72 ore).
È la forma più semplice: 12–13 ore tra cena e colazione.
Indicata in molte linee guida di nutrizione clinica per favorire omeostasi metabolica e migliorare la qualità del sonno.
Allenarsi al mattino a digiuno può aumentare l’ossidazione lipidica (evidenze in fisiologia dell’esercizio pubblicate su Journal of Applied Physiology).
Il corpo diventa più efficiente nel passare dai carboidrati ai grassi come carburante.
Gli allenamenti ad alta intensità, HIIT o pesi pesanti possono risultare meno performanti senza apporto energetico.
Le società scientifiche di medicina dello sport sottolineano l’importanza di carboidrati sufficienti per prestazioni ottimali.
Cardio leggero → camminata, corsa blanda, cyclette
Sessioni di mobilità
Allenamenti brevi di intensità moderata
HIIT
Sessioni con carichi massimali
Allenamenti > 75 min senza integrazione
Tutte le linee guida di nutrizione sportiva concordano su un punto:
Lo sport a digiuno può essere utile, ma va scelto in base a:
tipo di digiuno
intensità dell’attività fisica
obiettivi
stato di salute
livello di esperienza
Scrivimi i tuoi obiettivi e il tuo stile di allenamento: preparo una strategia basata sulle evidenze scientifiche adatta a te! 

Via Guibert 15, 10072 – Caselle Torinese
Cuoco specializzato in dietetica
Docente in educazione alimentare
Consulente nutrizionale per lo Sport
