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Studio per dieta alimentare ed integrazione a Caselle torinese

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Caselle Torinese (TO)

IL RUOLO FONDAMENTALE DEL RECUPERO NELLA PERFORMANCE
Nel contesto dello sport e dell’attività fisica, il recupero rappresenta un pilastro cruciale per l’ottimizzazione delle prestazioni, la prevenzione degli infortuni e il mantenimento del benessere generale dell’atleta.
Questo processo fisiologico si inserisce come parte integrante dell’allenamento, bilanciando sforzo e riposo per massimizzare i benefici di entrambe le fasi.
IL RECUPERO COME FONDAMENTO DEL SUCCESSIVO WORKOUT
Il recupero non è solo la conclusione di un allenamento, ma rappresenta la base su cui costruire la performance successiva.
Iniziare una sessione di allenamento senza aver recuperato adeguatamente può portare a una riduzione delle prestazioni, a un rischio maggiore di infortuni e a uno stato cronico di sovraccarico (overtraining).
MECCANISMI DEL DANNO MUSCOLARE INDOTTO DALL’ESERCIZIO
Gli esercizi che comportano contrazioni eccentriche (come corsa in discesa, sollevamento pesi o pliometria) creano uno stress meccanico dovuto a forze che superano la capacità di resistenza del muscolo, causando microlesioni alle fibre muscolari.
Inoltre durante l’esercizio intenso, l’accumulo di metaboliti (come lattato e ioni H⁺) e la riduzione delle riserve energetiche contribuiscono a uno squilibrio metabolico, con temporanea compromissione della funzione muscolare.
Si crea così un danno muscolare che innesca una risposta infiammatoria locale, con il rilascio di citochine pro-infiammatorie (es. IL-6, TNF-α) e il reclutamento di cellule immunitarie (macrofagi e neutrofili).
Nel complesso, i sintomi si esprimono con indolenzimento muscolare (DOMS – Delayed Onset Muscle Soreness), avvertito 24-72 ore dopo l’esercizio, con rigidità, a causa dell’infiammazione e dell’accumulo di liquidi nei tessuti danneggiati, con una riduzione temporanea della forza, da microlesioni strutturali e compromissione neuromuscolare.
Dopo il danno, però niente beffa. Anzi, questi danni sono essenziali: i processi di riparazione e di rigenerazione stimolano adattamenti positivi come l’ipertrofia muscolare, l’aumento della resistenza e un miglior reclutamento delle unità motorie.
In questa fase, una corretta nutrizione e integrazione giocano un ruolo chiave per massimizzare i benefici dell’allenamento.
NUTRIZIONE NEL RECUPERO POST-ESERCIZIO
Diverse strategie nutrizionali vengono adottate per favorire il recupero.
Vediamole in dettaglio.
1-Reidratazione dopo allenamento
Considerando l’acqua come un nutriente, è fondamentale prestare attenzione ai liquidi persi per quel meraviglioso meccanismo di termoregolazione che ci mantiene vivi e che prende il nome di sudorazione.
Durante l’esercizio fisico, il sudore – non compensato da un’assunzione corretta di liquidi – può creare disidratazioni dannose per la salute dell’atleta quando superiori al 3-4% rispetto al peso corporeo idratato, ma che già a valori del 2% possono ridurre la performance fisica e cognitiva.
La reidratazione post-allenamento è necessaria quindi per ristabilire banalmente l’equilibrio idrico del corpo, ma più finemente per ottimizzare il recupero, sostenendo un miglioramento del trasporto dei nutrienti ai muscoli, la rimozione dei prodotti di scarto metabolici e i processi di riparazione.
Si raccomanda di assumere 1.2-1.5 litri di liquidi per ogni kg di peso perso durante l’allenamento. Per determinare tale perdita, è ovviamente necessario pesarsi prima e dopo l’esercizio.
In termini di timing, la reidratazione dovrebbe iniziare immediatamente dopo l’allenamento e proseguire gradualmente nelle ore successive, per evitare un sovraccarico gastrointestinale.
2-Carboidrati dopo l’allenamento
Il ruolo attribuito ai carboidrati nel post workout è complesso e molteplice.
1. Recupero del glicogeno: durante un esercizio fisico intenso, le riserve di glicogeno muscolare vengono significativamente ridotte. La fisiologia attua meccanismi compensatori, predisponendo all’efficienza: dopo l’allenamento, la capacità del muscolo di assorbire e immagazzinare glucosio è massimizzata, per aumento dell’attività della glicogeno sintasi, enzima chiave nella sintesi del glicogeno.
2. Azione di contrasto al catabolismo: l’esercizio intenso attiva meccanismi catabolici che degradano proteine muscolari e glicogeno. L’ingestione di carboidrati post-allenamento riduce tali livelli, aiutando a ristabilire l’equilibrio tra catabolismo e anabolismo e stimolando il rilascio di insulina, potente ormone anabolico che promuove la sintesi proteica e la rigenerazione muscolare.
3. Fonte energetica per il sistema immunitario: un’assunzione insufficiente di carboidrati è legata ad una maggiore suscettibilità alle infezioni negli atleti, rappresentando i carboidrati una fonte energetica anche per il sistema immunitario. Durante e dopo l’esercizio fisico intenso o prolungato, il corpo utilizza glucosio come principale fonte di energia per sostenere sia la contrazione muscolare che la risposta immunitaria. Una carenza di carboidrati può quindi sostenere un’alterazione delle funzioni immunitarie, come la riduzione dell’attività dei linfociti e una minore produzione di citochine antinfiammatorie.
Timing e dosaggi: il reintegro consigliato di carboidrati nelle 2 ore post-allenamento è di 1-1.2 g di carboidrati per kg di peso corporeo.
Un sonno ristoratore e il ritorno all’alimentazione abituale garantiscono poi un pieno recupero di glicogeno tra le 20 e le 48h successive, ad un tasso del 5-7%/h.
Per atleti però che si sottopongono a sessioni di allenamento multiple nelle 24 ore, la quota di carboidrati di 1-1.2 g/kg di peso corporeo deve essere ripetuta ogni ora per le 4-6 ore seguenti, per un apporto finale di 8g di carboidrati/kg/die.
Di recente suggerita la co-ingestione di fruttosio ai carboidrati a base di glucosio per accelerare il recupero delle riserve di glicogeno, soprattutto nel fegato.
3-Ruolo delle Proteine nel post-allenamento
Il ruolo forse più noto delle proteine nel dopo allenamento è quello di stimolazione della sintesi proteica muscolare: l’esercizio fisico crea micro-danni alle fibre muscolari, stimolando la rigenerazione e l’adattamento.
Le proteine forniscono aminoacidi, in particolare gli essenziali, e tra questi la leucina, per avviare la sintesi proteica e riparare i muscoli danneggiati.
Subito dopo l’allenamento, il bilancio proteico netto è negativo (catabolismo). L’assunzione di proteine aiuta a invertirlo, favorendo l’anabolismo muscolare.
Le proteine supportano il recupero non solo quindi accelerando il ripristino dei tessuti muscolari, ma anche riducendo l’indolenzimento muscolare (DOMS) e migliorando nell’insieme la capacità di sostenere allenamenti successivi.
In merito al timing di assunzione, la finestra anabolica tradizionalmente intesa come un periodo ristretto di 30-60 minuti dopo l’allenamento è stata ampiamente rivista. Fondamentale è l’assunzione complessiva di un corretto apporto proteico nell’arco della giornata più che il timing vero e proprio.
Per praticità, risulta comunque utile consigliare dopo allenamento 20-50g di proteine in una singola dose da proteine di alta qualità (gold standard: whey protein).
Caseine nel pre-sleep: Massimizzazione del recupero muscolare
L’assunzione di caseine prima di dormire è una strategia nutrizionale proposta per sostenere il recupero muscolare dopo un allenamento intenso.
Mentre le proteine del siero di latte (whey protein) sono note per essere proteine rapide, che vengono digerite e assorbite velocemente, con un picco di aminoacidi nel sangue entro 1-2 ore dal consumo, le caseine presentano cinetiche di assorbimento differenti.
Sono infatti considerate proteine lente. Formano un gel nello stomaco che rallenta il rilascio degli aminoacidi nel sangue per 6-8 ore, favorendo così un loro apporto più graduale e costante.
L’effetto metabolico è di supportare un bilancio azotato positivo durante il digiuno notturno, in cui è più facile che si verifichino meccanismi di catabolismo muscolare.
La quantità raccomandata è di 30-40 g di caseine, prima di andare a dormire.
INTEGRAZIONE E SUPPLEMENTI
Passando dalla nutrizione all’integrazione e alla supplementazione, ed escludendo carboidrati e proteine – di cui si sono già dati validazione e dettaglio – l’evidenza scientifica diventa più fragile.
E allora rifacciamoci a quanto pubblica il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) in merito alla specifica fase del recupero dopo allenamento.
1-Creatina
Dosaggio: 20 g/giorno per 5 giorni, seguita da 3-5 g/giorno per aumentare e mantenere il livello elevato di creatina del corpo.
Efficacia confermata nel miglioramento degli adattamenti all’allenamento e nell’aumento della massa magra o della forza.
Pubblicati diversi lavori meritevoli di attenzione – non ancora con riscontri univoci – sulla riduzione dei DOMS, sul recupero migliorato dopo periodi di inattività o immobilizzazione, e sul miglioramento del recupero dopo traumi cranici lievi.
2-Beta-idrossi-beta-metilbutirrato (HMB)
Dosaggio raccomandato 3 g/ giorno. Metabolita dell’aminoacido leucina.
Sebbene il razionale biochimico e fisiologico ipotizzi una migliore risposta adattativa all’esercizio per un aumento della sintesi proteica e della proliferazione delle cellule satellite, gli effetti benefici dell’HMB sulla forza e sulla massa magra sono limitati.
Il CIO suggerisce che i benefici dell’integrazione di HMB possono essere ottenuti dalle proteine assunte con l’alimentazione o da integratori proteici (gold standard: whey protein).
3-Acidi grassi omega 3
Dosaggio: 2g/giorno
Il meccanismo d’azione proposto descrive:
miglioramento dell’elaborazione cognitiva
aumento della sintesi proteica muscolare
una riduzione dei DOMS.
Nelle evidenze di efficacia, però, il miglioramento dell’elaborazione cognitiva è testato in adulti anziani sani con compromissione cognitiva lieve o grave. Non è noto se questi benefici sono replicabili in giovani atleti sani, o come questo si tradurrebbe in prestazioni atletiche.
Così come gli effetti antinfiammatori sulla riduzione dei i danni muscolari non hanno espresso risultati coerenti.
La raccomandazione del CIO è quella di includere ricche fonti di acidi grassi omega-3 nella dieta invece degli integratori.
4- Vitamina D
L’esposizione della pelle alla luce solare garantisce normalmente il 90% della fonte di vitamina D.
Dato ormai uno stile di vita prettamente indoor, la carenza o insufficienza di vitamina D risulta comune tra gli sportivi, seguendo la prevalenza delle popolazioni non atletiche. Misurata ad esempio una carenza del 26% nei giocatori professionisti di football americano e del 36% dei calciatori inglesi della Premiere League a Liverpool.
Il meccanismo d’azione descrive una migliore risposta adattiva all’esercizio e una riduzione delle fratture da stress.
I dati di efficacia sulla funzione muscolare e sul recupero presentano discrepanze probabilmente dovute alle differenze nelle concentrazioni di vitamina D di base prima dell’integrazione. Nel complesso comunque i dati suggeriscono un ruolo della vitamina D a livelli adeguati per un corretto processo di adattamento all’esercizio.
Il basso livello di vitamina D è associato a un rischio di frattura da stress meccanico 3.6 volte più elevato nelle reclute militari finlandesi su cui è stato testato. Le reclute della Marina degli Stati Uniti, integrate con 800 UI/giorno di vitamina D3 e 2000 mg di calcio, hanno ridotto del 20% l’incidenza delle fratture da stress.
Sono necessari ulteriori dati, ma sembra che lo stato della vitamina D sia correlato al rischio di frattura da stress e l’integrazione, a fronte di una carenza, può ridurre tale rischio.
5-Vitamina C/collagene
Proposti per aumentare la produzione di collagene, per mantenere lo spessore cartilagineo, e per diminuire il dolore articolare, vantano pochi dati disponibili, con riscontri positivi nell’aumento della produzione di collagene e nella diminuzione del dolore.
Benefici nel recupero da lesioni e effetti in atleti di élite non sono noti.
6-Curcumina e succo di amarena
Proposti come antinfiammatori per un recupero più efficace, ad oggi necessitano di ulteriori ricerche prima di poter essere raccomandati agli atleti.
CONCLUSIONI
In sintesi, è evidente come il recupero sia non una pausa passiva, ma una fase attiva e indispensabile.
Si tratta di un processo fisiologico fondamentale per ripristinare l’equilibrio corporeo, riparare i tessuti muscolari, rifornire le riserve energetiche e ottimizzare l’adattamento all’allenamento.
Una gestione efficace del recupero accelera il ritorno alla performance ottimale, riduce il rischio di sovrallenamento e di infortuni e migliora i risultati a lungo termine.
Data la sua rilevanza, è’ anche un momento in cui è facile lasciarsi tentare dall’idea di integrare in modo eccessivo, nella speranza di massimizzare i benefici. Ed appare evidente come le supplementazioni sul mercato siano molteplici, sia per principio attivo che per dosaggi, rispetto a quanto invece ad oggi scientificamente validato.
Fondamentale quindi per il professionista avere il supporto di evidenza scientifica e poi modulare in funzione dello specifico atleta e degli specifici obiettivi.